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Biografia di Sylvie Guillem

martedì, 06 maggio 2008 19:18 in Biografie dei ballerini

Sylvie Guillem è nata a Parigi il 25 febbraio 1965. Sua madre era un'insegnante di ginnastica e Sylvie, che dimostrava una precoce e naturale attitudine e una grande flessibilità, fin dalla più tenera infanzia ne seguì gli insegnamenti. Sotto lo sguardo attento della madre ebbe modo di sviluppare forza elastica nella parte superiore della schiena e nelle braccia e flessibilità nei movimenti in estensione. Ben presto iniziò a partecipare a competizioni e pochissimo tempo dopo fu selezionata per la squadra olimpica francese.

Il suo ingresso nel mondo della danza fu casuale. Durante un programma di incontri fra gli atleti della ginnastica artistica e l'École de Ballet dell'Opéra di Parigi (presso la quale i suoi istruttori già svolgevano la funzione di allenatori) i sogni di Sylvie presero una strada differente. Infatti il direttore della Scuola, Claude Bessy, notò la ragazzina, ne intravide il potenziale come ballerina e le offrì una borsa di studio. A 11 anni iniziò quindi a danzare, e i cinque anni di permanenza alla Scuola svilupparono in lei una solida e ben strutturata tecnica oltre che l'opportunità di esibirsi nei gala di fine anno nei ruoli da lei preferiti.

A 16 anni entro a far parte del corpo di ballo dell'Opéra di Parigi, e in soli due anni scalò rapidamente la gerarchia del balletto. Nel 1983, subito dopo aver vinto la medaglia d'oro al prestigioso Concorso Internazionale di Balletto di Varna, fece il suo esordio sotto i riflettori. Il pubblico francese di balletto, notoriamente assai esigente, ne fu choccato e immediatamente iniziò ad interessarsi a lei. Fu promossa a sujet e fece la sua prima apparizione come solista nel ruolo della Regina delle Driadi nel "Don Chisciotte" per la coreografia di Rudolf Nureyev.

Il 1983 fu anche l'anno in cui il grande ballerino russo divenne direttore artistico dell'Opéra Ballet di Parigi, la più antica compagnia nazionale di balletto del mondo. Immediatamente, Nureyev iniziò a concentrarsi per far emergere i giovani e a coinvolgere il personale della compagnia per sviluppare la propria visione artistica. Per Sylvie questa rappresentava una grande occasione per dimostrare il suo valore e per imprimere un segno personale ai ruoli che le venivano offerti. Interpretò svariati ruoli solistici nelle coreografie di Nureyev, così come nei balletti del repertorio classico e nei principali lavori di maestri contemporanei come Balanchine, Petit, Robbins, Forsythe, Van Danzig e Armitage, avendo così modo di sviluppare ulteriormente il suo stile e la sua capacità tecnico-artistica.

Il 19 dicembre 1984, Sylvie Guillem fu promossa a prima ballerina ma, solamente cinque giorni più tardi, dopo la sua interpretazione de "Il Lago dei Cigni" per la coreografia di Nureyev, divenne la sua più giovane étoile.

Nei principali ruoli da lui stesso interpretati, Nureyev la volle spesso accanto come sua partner. Fu la sua Giulietta ("Romeo e Giulietta"), la sua Quitri ("Don Chisciotte"), la sua Raimonda ("Raimonda") e, nel 1986, creò il ruolo di Cenerentola per la versione ispirata alla cinematografia hollywoodiana coreografata dallo stesso Nureyev, nella quale divideva la scena con enormi modelli di Betty Grable e di King Kong e si produceva in un numero di tip-tap abbigliata come Charlot, l'indimenticabile personaggio di Charlie Chaplin. Più tardi, lo stesso anno, la televisione francese la riprese nella sua interpretazione aggiornata del "Grand Pas Classique" di Auber, un divertissement studiato appositamente per mettere alla prova la capacità tecnica dei ballerini. Sylvie lo danzò con autorevolezza, esaltando al massimo grado la purezza della sua linea, la musicalità e il controllo dei movimenti.

Uno dei più creativi giovani coreografi che riconobbe e valorizzò il suo talento è William Forsythe. Nel 1987 all'Opéra di Parigi, Sylvie creò il ruolo protagonista in "In The Middle, Somewhat Elevated", considerato ora un classico contemporaneo. Forsythe usa il linguaggio del balletto classico, reinventandolo in modi compessi prima sconosciuti, distruggendo i canoni usuali tradizionali del teatro e della danza. In the Middle nasce come brano di trenta minuti per venire successivamente esteso e inserito come sezione centrale nel balletto completo "Impressing the Czar". In esso, Forsythe spinge i movimenti al loro massimo limite facendoli sembrare come pericolose sfide per i danzatori. Il ruolo era congegnale per Sylvie, dandole il modo di scoprire e dimostrare un altro aspetto del suo talento. Liberata dai lacci e lacciuoli del classicismo, fu capace di catapultare senza paura il suo corpo negli attacchi selvaggi e veloci previsti dalla coreografia, contorcendolo più di quanto richiesto in allungamenti, in angolazioni proiettate al di fuori del naturale punto di equilibrio e posizioni geometriche, interpretando la musica sincopata di Thom Willems. Produzioni di questo tipo misero Sylvie ancor più in luce di fronte al pubblico dei ballettomani di tutto il mondo. Si può dire che prima di lei il mondo della danza fosse ammantato di un'aura di roseo romanticismo in contrapposizione alla gamma caleidoscopica di colori della versatilità.

Nel 1988, la Royal Opera House celebrò il cinquantesimo compleanno di Nureyev invitandolo a danzare "Giselle" in una gala performance nella sua vecchia "casa" con il Royal Ballet.

Nureyev, accettando l'invito, condusse con sé la sua nuova "protetta" presentandola al pubblico londinese. Il 6 gennaio debuttava come Giselle con Nureyev nel ruolo del suo Albrecht. Sylvie non ebbe alcun problema nell'avvincere l'audience, che rapidamente ne vide il puro e lucido virtuosismo. Nel primo atto conferì una innocente dolcezza al suo personaggio, dapprima triste e via via più radioso. I suoi assolo ricevettero cori ed applausi a scena aperta dal pubblico britannico, notoriamente conservatore e restio ad esprimere giudizi prima della chiusura del sipario. Ma vi erano anche coloro che si sentivano a disagio guardando la disarticolazione delle sue gambe, ritenendola più adatta a numeri circensi che all'atmosfera del balletto romantico. (Sylvie Guillem ebbe modo più tardi di rispondere alle critiche relative alla sua capacità di estensione affermando che se in Gran Bretagna il pubblico non era abituato a vedere una simile altezza mentre in Francia lo era e non aveva problemi a considerare estetico questo fatto, ciò non significava necessariamente che fosse sbagliato). All'inizio del secondo atto, con grande dispiacere degli spettatori, cadde rovinosamente, ma continuò a danzare al meglio dimostrando grande controllo e balance nei lenti movimenti dell'adagio. Per lei, il gala fu un enorme successo, con grande ammirazione per il suo virtuosismo. Per Nureyev, invece, non fu un'occasione altrettanto felice. La superba tecnica di Sylvie enfatizzava la sua diminuita abilità e il declino della salute. La sera successiva ripeterono il successo e quindi ritornarono a Parigi. Nessuno dei presenti alle due rappresentazioni riuscì però a prevedere il futuro e ad augurarsi che un anno più tardi Sylvie sarebbe ritornata a per essere la principale artista ospite del Royal Ballet e per eleggere Londra a suo domicilio.

A partire dal 1989, pur continuando a danzare a Parigi, decise di costruirsi una propria carriera - che le dava il diritto di esibirsi ovunque con altre compagnie. Ma Nureyev non era d'accordo; egli era stato il suo mentore, l'aveva istruita alle sottigliezze della Scuola russa e l'aveva fatta diventare una stella di prima grandezza. In cambio, si aspettava che lei seguisse le sue direttive. Nonostante questo, lei decise di insistere. Come Nureyev impulsiva e poco paziente, ed essendo oltretutto entrambi di carattere volubile, Sylvie colse quest'occasione per lasciare l'Opéra. Bussò alla porta del Royal Ballet - per ironia della sorte la stessa compagnia che Nureyev adorava e che le aveva spesse volte decantato - e fu istantaneamente accettata. La sua partenza causò in Francia una terribile crisi il cui punto culminante venne raggiunto quando l'allora ministro della cultura Jacques Lang dovette risponderne in una interrogazione parlamentare. Il 15 aprile segna il debutto di Sylvie al Royal Ballet come principale artista ospite. Ballò "Il Lago dei Cigni" prodotto da Anthony Dowell con il suo nuovo partner, Jonathan Cope, del quale si disse fortemente ammirata. La sua rappresentazione scatenò l'entusiasmo del pubblico, ma di nuovo venne criticata dai puristi che la accusavano di privilegiare le proprie doti fisiche ed il virtuosismo all'espressività e alla sensibilità. Altri invece scrissero della profonda comprensione del personaggio e della finezza impressa del Cigno Bianco e della drammaticità dell'interpretazione del Cigno Nero. In ogni caso, la sua presenza fu molto emozionante da parte di tutto il pubblico e per gli spettatori il balletto fu brillantemente eseguito.

La sua vita al Royal Ballet fu molto diversa e ben più difficile rispetto a quella parigina. I retroscena della celebrità alla Royal Opera House significavano dividere un minuscolo camerino con anche altre cinque ballerine (mentre all'Opéra di Parigi lei ne aveva uno personale) e si fece la reputazione di essere altezzosa poiché non voleva mangiare alla mensa del teatro. Dalla stampa fu soprannominata "Mademoiselle Non" dato che non amava concedere interviste, consentiva solo a certi fotografi di ritrarla, causava mini-scandali adattandosi i costumi o indossandone di propri, modificava i passi per adattarseli meglio ed era assai chiara e decisa su cosa volesse o non volesse ballare. Inoltre pretese moltissimo da se stessa sia teatro che nella vita privata. Ma fu subito ben evidente per tutti che, quando si recava a teatro o alla classe, era per lavorare e non per parlare delle condizioni meteorologiche.

Durante il suo periodo con il Royal Ballet - e nel 1995 siglò il terzo contratto - ha avuto modo di imparare e insegnare diversi stili di danza. Dopo aver ottenuto un successo ballando i ruoli sia di Gamzatti che di Nikia ne "La Bayadère" e di Aurora ne "La Bella Addormentata", riportò un trionfo nel "Romeo e Giulietta" di Kenneth MacMillan dove deliziò tutti con la sua interpretazione al contempo drammatica ed estetica. Accettò la sfida della tecnica "filigranata" di Frederick Ashton con alterna riuscita e, mentre la sua Cenerentola era briosa e naturale, alcune perplessità destò la sua Natalia Petrovna in "A Month at the Country", poiché non fu capace di tradurre le sfumature del personaggio né di interpretare il morbido intreccio della coreografia.

Nel novembre 1990, Sylvie ritornò all'Opéra di Parigi per tre rappresentazioni della "Manon" di MacMillan. L'evento provocò una grandissima agitazione e l'atmosfera fu quasi quella di un concerto di musica pop. La sua esibizione fu solo una dimostrazione di ciò che i Francesi avevano perduto in favore dei Britannici.

Sia con il repertorio classico che con le coreografie britanniche contemporanee, Sylvie Guillem è stata capace di mostrare la sua versione dello stile Forsythe nelle produzioni del Royal Ballet di "In the Middle, Somewhat Elevated" ed "Hermann Schmerman", in cui la sua danza provocante e competitiva con il partner Adam Cooper le dava ampie possibilità di virtuosismi con le gambe e di far volteggiare la parte superiore del corpo - la metà superiore del quale era coperto da un velo trasparente molto sexy.

Ma forse è la sua collaborazione con Maurice Bejart che ha rivelato gli aspetti più interessanti del suo lato contemporaneo. Sylvie rappresentò il suo primo lavoro di Bejart, senza la sua autorizzazione, al Concorso di Varna e successivamente lavorò insieme a lui all'Opéra di Parigi, ma è la sua recente interpretazione di "Sissi", nella quale esplora la mente e il carattere dell'Imperatrice Elisabetta d'Austria (o forse soltanto di una donna pazza delusa di essere l'imperatrice) che mostra l'empatia fra il coreografo e la musa ispiratrice. Con la rapida caduta del personaggio dentro la pazzia, Bejart ha sfidato Sylvie a guardare in profondità dentro se stessa e ad usare il suo corpo come lo strumento per esprimere il suo turbamento.

Sylvie Guillem è stata insignita di molti premi e riconoscimenti internazionali ed è stata invitata a danzare con le più importanti compagnie del mondo, fra cui il Teatro Kirov di San Pietroburgo e l'American Ballet Theatre di New York, prima ancora di aver compiuto trent'anni.


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Regalino...

sabato, 03 maggio 2008 17:47 in Varie

Salve miei piccoli dancer. E' da tanto che il blog non vi fa un regalino... Eccolo qua! Vi auguro un buon week-end! CiaoCiao

                                                  

BaciBaci


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Ciao

giovedì, 01 maggio 2008 16:41 in Varie

Ciao miei piccoli danzerini! Scusate l'assenza ma ho troppe cose da fare, sto cercando template, più belli, questo è il provvisorio. Vi saluto e vi metto qualche foto CiaoCiao


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Sylvie Guliemme

mercoledì, 23 aprile 2008 21:12 in Danza Classica

Ciao, come va?? Oggi navigando un po su YouTube ho trovato un belissimo, ma picolissimo pezzo di Classico ballato da Sylvie Guliemme, una ballerina stupenda e devo dire anche molto brava!!! Guardate un po qua, fa sognare!!! Spero che vi piaccia, ma dico proprio di si se siete amanti della Danza Classica!!!  CIAO buona notte BELLERINI e BALLERINE!!! QUESTO E' L'URL.........

http://it.youtube.com/watch?v=AfHVWgsnmNg


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La danza nell'arte

sabato, 19 aprile 2008 10:08 in Danza Classica
Ogni opera di Degas è seria. Per quanto piacevoli e faceti potessero sembrare talvolta, la sua matita, il suo pastello, il suo pennello non si lasciavano mai andare. La volontà domina. [...] La sua arte può essere paragonata a quella dei moralisti: una prosa tra le più nitide, che racchiude o articola con forza un'osservazione nuova e  autentica. Egli ha un bel votarsi alle ballerine: le cattura più che lusingarle. Le definisce." Paul Valery, Degas Danse Dessin, 1938.

Degas (1834-1917) si interessa al balletto negli anni della sua maturità artistica, acquisendo l'appellativo di "pittore delle ballerine".  Il suo sguardo si concentra più che sulle grandi stelle del palcoscenico sulle giovani danzatrici ritratte in ogni momento della loro attività: dallo studio alla sbarra alla rappresentazione in teatro.

Tema specifico delle sue tele è la prova di ballo che Degas sa ritrarre in tutta la sua immediatezza, mostrandola allo spettatore come spaccato di vita reale.

In questa "Prova di balletto sulla scena" del 1874 il palco è inquadrato dall'alto, avvolto in una luce radente, monocroma che sembra quasi congelare i costumi candidi, gli incarnati dei volti e degli arti delle ballerine.

Ciò che trapela dal quadro non è la tensione per l'attesa dell'esecuzione, piuttosto la sua magia, la sua sacralità resa dai veli e dalle trasparenze degli abiti, dalla grazia dei movimenti, dai morbidi ondeggiamenti delle mani e delle gambe.

Del dipinto esistono altre due versioni policrome pressoché identiche, una a pastello e un'altra iniziata ad acquarello e poi completata a olio con ritocchi di inchiostro. La prima fu acquistata dal pittore Sickert, la seconda ispirò
Gauguin nella realizzazione delle sue "ballerine intagliate nel legno" del 1880.

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giovedì, 17 aprile 2008 14:20 in Danza Hip Hop

Andy, la nuova arrivata alla Maryland School of the Arts, ha pochi mezzi ma un obiettivo fermo: partecipare a "the Streets", la più importante competizione di ballo hip-hop di Baltimora. Anche Chase, il ragazzo più ricco e concupito dell'istituto, sogna quella gara, per distinguersi dagli altri e sfidare le convenzioni della scuola. Insieme, vanno a caccia di talenti misconosciuti e formano una "crew", all'insaputa di Blake, fratello di Chase e rigido direttore della MSA.
Il soggetto di Step Up 2 sembra costruito sul riflesso del primo capitolo, come se anche la sceneggiatura fosse ricorsa ad uno specchio, elemento chiave della scenografia dei film sul ballo. Nel film diretto da Anne Fletcher, il protagonista era un ragazzo bianco proveniente da un ghetto di neri (Tyler/Channing Tatum), catapultato, per caso e per amore della prima ballerina, nel milieu della scuola d'arte, moderna versione dell'inarrivabile accademia newyorkese di "Fame". Qui, Andie viene dallo stesso quartiere, ha lo stesso viso pallido e la stessa grinta. Proprio grazie all'intercessione di Tyler, anche lei capita nella scuola d'élite e s'imbatte nel primo ballerino, ribelle e insoddisfatto. Se Tyler combatteva per essere ammesso, Andie lotta per non essere estromessa; se il primo portava la break-dance sui palchi dabbene, la seconda porta gli studenti dabbene per le strade buie di periferia. Ma, nonostante lo schematismo del plot, non c'è dubbio che il numero due si situi effettivamente un "passo" avanti rispetto alla pellicola apripista.

 
La regia passa nelle mani dell'esordiente Jon M.Chu e, se volessimo definire la sequenza d'apertura del film come il suo provino, dovremmo aggiungere che tanto basta per promuoverlo. Come nei migliori esempi del genere, la coreografia si fa scambiare inizialmente per realtà e la realtà si mescola con il palcoscenico virtuale di YouTube, svecchiando all'improvviso un intero universo. Il resto del film, purtroppo, non mantiene le promesse in quanto a stile, ma non mancano un paio di ottime coreografie, dall'assolo di Tyler, in testa, alla coreografia dei 410 (la prima crew di Andie) in coda.
La naturalezza delle interpretazioni di Robert (Chase) Hoffman e Briana (Andie) Evigan, e il simpatico gruppo di macchiette outsider che li affiancano in prospettiva del grande evento di street-dancing, fa sì che il film non viva soltanto dei numeri di ballo, ma abbia un'energia propria, indubbiamente suggerita dalla musica onnipresente e sabotata dalla prevedibilità di un copione che procede ancora una volta sul doppio binario dei due mondi opposti, troppo lontani l'uno dall'altro per non finire in un bacio appassionato.
Narrativamente meno attento alle dinamiche del ghetto e più incline alla commedia, il secondo Step Up, dunque, non è un passo falso, ma nemmeno un'acrobazia.


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Biografia Roberto Bolle

mercoledì, 16 aprile 2008 20:40 in Biografie dei ballerini
Nato a Casale Monferrato, Roberto Bolle è entrato giovanissimo alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala; il primo a notare il suo talento è stato Rudolf Nureyev, che lo ha scelto per interpretare il ruolo di Tadzio nel balletto Morte a Venezia. Nel 1996, appena due anni dopo il suo ingresso nel balletto scaligero, alla fine di un suo spettacolo di Romeo e Giulietta, viene nominato Primo Ballerino dall’allora direttrice del Ballo, Elisabetta Terabust.
Da quel momento è protagonista di balletti classici e contemporanei come La bella addormentata, Cenerentola e Don Chisciotte (Nureyev), Il lago dei cigni (Nureyev-Dowell-Deane-Bourmeister), Schiaccianoci (Wright-Hynd-Deane-Bart), La Bayadère (Makarova), Etudes (Lander), Excelsior (Dell’Ara), Giselle (anche nella nuova versione di Sylvie Guillem), Spectre de la rose, La Sylphide, Manon, Romeo e Giulietta (MacMillan-Deane), Onegin (Cranko), Notre-Dame de Paris (Petit), La Vedova allegra (Hynd), Ondine, Rendez-vous e Thaïs (Ashton), In the middle somewhat elevated (Forsythe), Tre preludi (Stevenson).
Molti anche i ruoli neoclassici: in Agon, Tchajkovsky pas de deux ma soprattutto Apollon musagète, che gli ha permesso di ottenere una candidatura al Premio "Benois de la danse".
Dal 1996 si è intensificata la sua carriera internazionale.
Ha danzato con il Royal Ballet, il Balletto Nazionale Canadese, il Balletto di Stoccarda, il Balletto Nazionale Finlandese, la Staatsoper di Berlino, il Teatro dell’Opera di Vienna, la Staatsoper di Dresda, Il Teatro dell'Opera di Monaco di Baviera, il Wiesbaden Festival, l'8° e il 9° Festival Internazionale di Balletto a Tokyo, il Tokyo Ballet, l’Opera di Roma, il San Carlo di Napoli, il Teatro Comunale di Firenze.

Derek Deane, direttore dell’English National Ballet, ha creato per lui due produzioni: Il lago dei cigni e Romeo e Giulietta, entrambe rappresentate alla Royal Albert Hall di Londra.

In occasione del 10° anniversario dell’Opera del Cairo, ha partecipato ad una spettacolare Aida alle piramidi di Giza e successivamente all’Arena di Verona, per una nuova versione dell’opera trasmessa in mondovisione.

Dal dicembre ’98 è Artista Ospite Residente del Teatro alla Scala.
Nell’ottobre del 2000 ha inaugurato la stagione del Covent Garden di Londra con Il lago dei cigni nella versione di Anthony Dowell e nel novembre è stato invitato al Bolshoi per celebrare il 75° anniversario di Maija Plisetskaja alla presenza del Presidente Putin.

Nel giugno 2002, in occasione del Giubileo, ha danzato a Buckingham Palace al cospetto della Regina d’Inghilterra: l’evento è stato ripreso in diretta dalla BBC e trasmesso in tutti i paesi del Commonwealth.

Nell’ottobre del 2002 al Teatro Bolshoi di Mosca, è stato protagonista con Alessandra Ferri del Romeo e Giulietta di Kenneth MacMillan, nel corso della tournée del Balletto della Scala di Milano.
Nel 2003, in occasione dei festeggiamenti per i 300 anni di San Pietroburgo, ha danzato Il lago dei cigni, ancora con il Royal Ballet, al Teatro Mariinskij. E subito dopo, per il ritorno del Fauno Danzante a Mazara del Vallo, ha danzato l'Aprés-midi d'un faune di Amedeo Amodio.

Nella stagione 2003/2004 gli viene riconosciuto il titolo di Etoile del Teatro alla Scala.

Nel febbraio del 2004 ha danzato trionfalmente al Teatro degli Arcimboldi di Milano ne L’histoire de Manon, per la prima volta accanto ad Alessandra Ferri.
Nel mese di marzo è apparso in mondovisione al Festival di San Remo, danzando L’Uccello di fuoco, un assolo appositamente creato per lui da Renato Zanella.
Invitato al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo nell’ambito del III Festival Internazionale del Balletto, Roberto Bolle ha danzato il ruolo del Cavalier Des Grieux ne L’histoire de Manon ed è stato inoltre tra i protagonisti del Gala finale danzando il pas de deux dal Ballo Excelsior e Summer di J. Kudelka.

Il 1° Aprile 2004 ha ballato al cospetto di Sua Santità Giovanni Paolo II sul sagrato di Piazza San Pietro, in occasione della giornata della Gioventù.

Nel mese di maggio è stato invitato all’Opéra di Parigi, per il balletto Don Chisciotte, e in dicembre per La Bella addormentata.
In occasione dell’inaugurazione della Scala di Milano dopo il restauro ha danzato accanto ad Alessandra Ferri nel balletto dell’opera Europa riconosciuta. Nel Piermarini restaurato Bolle ha danzato anche nel Galà di stelle di fine anno e, nell’aprile 2005, in Giselle, accanto a
Svetlana Zakharova.
Nel marzo 2005 è stato invitato a danzare Apollon musagète al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, in occasione del IV Festival Internazionale del Balletto.
Nel dicembre 2005 è stato interprete al Covent Garden di Londra, accanto a
Darcey Bussell, del revival di Sylvia, nella versione di Frederick Ashton, trasmesso a Natale dalla BBC.

Nel febbraio 2006 Roberto Bolle ha danzato alla cerimonia di apertura, trasmessa in mondovisione, dei Giochi Olimpici Invernali di Torino, interpretando una coreografia appositamente creata per lui da Enzo Cosimi.

L’11 giugno 2007 debutta al Metropolitan di New York per l’addio alle scene americane di Alessandra Ferri portando in scena Manon e il 23 giugno si esibisce in Romeo e Giulietta: la critica americana decreta il suo successo con recensioni entusiaste.

Fra le sue numerose partners: Altynai Asylmuratova,
Darcey Bussell, Lisa-Marie Cullum, Viviana Durante, Alessandra Ferri, Carla Fracci, Isabelle Guérin, Sylvie Guillem, Greta Hodgkinson, Margareth Illmann, Susan Jaffe, Lucia Lacarra, Agnès Letestu, Marianela Nuñez, Elena Pankova, Lisa Pavane, Darja Pavlenko, Laetitia Pujol, Tamara Rojo, Polina Semionova, Diana Vishneva, Zenaida Yanowsky, Svetlana Zakharova.

Numerosi i premi ricevuti: nel 1995 ha conseguito sia il Premio “Danza e Danza” che il Premio “Positano” quale giovane promessa della danza italiana.
Nel ’99, nella Sala Promoteca del Campidoglio a Roma, gli viene assegnato il Premio “Gino Tani” per aver contribuito con la sua attività a diffondere attraverso il linguaggio del corpo e dell’anima i valori della danza e del movimento. L’anno successivo gli viene conferito in Piazza della Signoria a Firenze il Premio “Galileo 2000” con la consegna del “Pentagramma d’oro”. Riceve inoltre il Premio “Danza e Danza 2001”, il Premio “Barocco 2001” e il Premio “Positano 2001” per l’attività internazionale degli ultimi anni.

Dal 1999 è “Ambasciatore di buona volontà” per l’UNICEF per la quale partecipa a una serie numerosa e significativa di iniziative, fino ad arrivare, nell’estate 2006, all’importante viaggio nel Sud del Sudan per riportare testimonianza diretta della tragica situazione in cui versano le popolazioni del luogo.


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Amici

mercoledì, 16 aprile 2008 16:24 in Varie

Ciao carissimi oggi vi parlo di Amici, il talent show che va in onda su canale 5. Oggi c'è la finale, chissà chi vince, io natruralmente spero che vinca FRANCESCO anche perchè è l'unico ballerino. E devo dire che è molto bravo. Seguitelo e votatelo almeno vince un ballerino!!!

             

                                   

  

  

Belle foto vero?? Lo chiamano il " PRINCIPE " per la sua bravura nella DANZA                                                        


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Votate

martedì, 15 aprile 2008 15:23 in Annunci

Ciao!!!! Come va?? Vi avverto: il sondaggio sta per chiudere quindi votate

Vi lascio qualche immagine

                                                             

                                                             

                                                             


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Regalo

lunedì, 14 aprile 2008 20:15 in Varie

Guardate un po qui cosa vi regala il blog, un immagine molto bella!!!

                                                          

Bella vero???


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